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Sam

Una paralisi del cane che sembrava irrecuperabile, ma fisioterapia e riabilitazione veterinaria gli hanno restituito movimento e felicità

Sam è un meticcio di 8 anni, un cane attivo, abituato alla sua routine e alle sue passeggiate quotidiane.

Una mattina, però, qualcosa cambia improvvisamente. Si alza con gravi difficoltà motorie: cammina in modo incerto, perde l’equilibrio, fatica a controllare i movimenti delle zampe. Non è un piccolo malessere passeggero: il suo corpo non risponde come dovrebbe.

Inizialmente si ipotizza un problema non direttamente legato alla colonna vertebrale e viene impostata una terapia medica. Ma con il passare dei giorni i segnali neurologici diventano sempre più evidenti. Sam continua a camminare, ma con crescente difficoltà.

Poi, gli accertamenti specialistici portano a individuare l’origine del problema: una seria compressione a livello cervicale che coinvolgeva 2 dischi intervertebrali. Si prova un approccio conservativo, con farmaci e riposo assoluto, nella speranza di evitare un intervento chirurgico. Tuttavia, il quadro clinico peggiora rapidamente e diventa necessario intervenire.

Dopo un complesso intervento chirurgico, finalizzato a risolvere la compressione midollare, il primo miglioramento sembra incoraggiante: Sam torna a muovere qualche passo, appare più stabile, più presente. Ma l’illusione dura poco. Durante una breve passeggiata si ferma, si siede e da quel momento non riesce più a rialzarsi né a camminare. Oltre alla paralisi del cane compaiono tremori, febbre, e la situazione torna improvvisamente critica.

Per i suoi proprietari è un momento di grande paura: vedere il proprio cane disabile, perdere la capacità di muoversi da un giorno all’altro è destabilizzante. Ma è qui che inizia un nuovo capitolo della sua storia.

CANE DISABILE: DALLA VALUTAZIONE FISIOTERAPICA PUO’ EMERGERE LA SPERANZA

Quando arriva da SBA Sam è un cane paralizzato, non riesce a camminare. Se aiutato, riesce a mantenere la posizione seduta o in piedi per pochi istanti, ma il controllo del corpo è fragile, incerto.

Gli arti posteriori sono quelli più in difficoltà: la percezione della posizione delle zampe nello spazio è fortemente compromessa. Durante la valutazione iniziale emergono anche altri aspetti importanti: una moderata rigidità degli arti anteriori, una marcata contrattura della muscolatura del collo, la coda tenuta bassa. Il sito chirurgico è ancora infiammato e leggermente gonfio.

C’è però un elemento fondamentale: in questo momento Sam è un cane disabile ma la sensibilità profonda è presente. Questo significa che il sistema nervoso conserva una base su cui costruire un percorso di recupero.

>>CANE PARALIZZATO? ECCO COME IL FISIOTERAPISTA PUO’ AIUTARTI<<

Ma a pochi giorni dall’intervento Sam diventa improvvisamente tetraplegico: non riesce a muovere nessun arto, non manifesta più dolore profondo. L’unica cosa che ancora si muove sono gli occhi. Si ipotizza un’infiammazione delle meningi, rara complicanza dell’intervento chirurgico.

UN PERCORSO COSTRUITO SU MISURA

Per Sam elaboriamo un programma riabilitativo completamente personalizzato, calibrato sulla sua condizione neurologica, sul decorso post-chirurgico e sulla sua risposta alle prime stimolazioni.

La prima fase ha l’obiettivo di ridurre infiammazione e tensioni muscolari, creando le condizioni per lavorare in sicurezza. Vengono utilizzate terapie strumentali come ultrasuoni, laser e collagene per favorire il ritorno al normale trofismo del tessuto neurale e il recupero locale nella zona operata.

Parallelamente si inizia con un lavoro graduale sul corpo:

  • Ginnastica posturale, per aiutare Sam a ritrovare un corretto allineamento e a distribuire meglio il peso.
  • Esercizi propriocettivi, fondamentali per “riattivare” la comunicazione tra zampe e cervello.
  • Stimolazione dei riflessi spinali, per sollecitare le risposte automatiche che sono alla base del movimento.

Ogni seduta è studiata per essere progressiva e mai forzata. Con un cane disabile, il recupero non passa da un unico intervento risolutivo, ma da una sequenza coerente di stimoli ripetuti e controllati.

IL RITORNO AL MOVIMENTO IN ACQUA

Quando le condizioni lo permettono, Sam inizia la riabilitazione motoria sul tapis roulant in acqua. Il paziente, infatti, aveva già recuperato la postura in decubito sternale, da seduto e di reggeva su 4 zampe, se aiutato, però la progressiva atrofia muscolare remava contro le possibilità di un ritorno a camminare, e quindi bisognava agire subito.

L’acqua sostiene il peso del corpo, riduce il carico sulla colonna e permette di lavorare sul passo in modo più sicuro e controllato. In questo ambiente protetto, Sam può provare a muovere le zampe senza il rischio di cadere, riscoprendo gradualmente la sequenza del cammino. È un lavoro paziente, fatto di piccoli segnali.

La riabilitazione in acqua di Sam ha abbinato la stimolazione dei riflessi all’esecuzione passiva dei movimenti del passo.

IL NOSTRO SUCCESSO

Da SBA trattiamo regolarmente casi di paralisi del cane, con protocolli riabilitativi differenti e a seconda delle cause, il percorso è differente, nelle modalità di trattamento e nelle tempistiche di recupero.

Con Sam, per vedere i primi veri passi autonomi sono serviti 2 mesi di lavoro costante, paziente e strutturato. Due mesi in cui, vista la tua totale immobilità, ogni piccolo miglioramento, un appoggio più stabile, un tentativo di avanzare, un equilibrio mantenuto per qualche secondo in più, rappresentava un traguardo importante.
Dopo il terzo mese di riabilitazione, poi, Sam è tornato a camminare normalmente.

Dopo il pieno recupero, abbiamo proseguito con un periodo di mantenimento, fondamentale per consolidare i risultati raggiunti, rafforzare la muscolatura e stabilizzare il controllo neurologico.

A 5 mesi dall’inizio del percorso riabilitativo, abbiamo potuto concludere il programma, in un’ultima seduta piena di lacrime di gioia, e che solo qualche mese prima per la sua famiglia sembrava impossibile.

Oggi Sam cammina, corre, salta. È tornato alla sua vita.

A raccontarlo meglio di chiunque altro sono le parole della sua proprietaria, lasciate su Google al termine del percorso.

Clara Martello: Non avrei potuto trovare persone migliori! Fulvia è fantastica ed è stata capace di ridare la felicità a Sam il nostro cagnolino rimasto totalmente immobilizzato dopo una complessa operazione di ernia cervicale. Ora Sam cammina, salta, corre. Consiglio a chiunque abbia un cane con difficoltà motorie anche minori di rivolgersi a questo centro perché sono eccezionali sia professionalmente che umanamente.

Cane disabile? Contattaci per una valutazione fisioterapica

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Cane con 5 ernie del disco recuperato completamente

Piccolo

“Hai due scelte: o lo addormenti o fai fisioterapia”. La proprietaria vince lo scetticismo e Piccolo torna a camminare. Dall’ernia del disco del cane a un recupero senza intervento.

La storia di Piccolo è quella di un cane con discopatie multiple alla colonna vertebrale, che non riusciva a camminare più e si stava lasciando andare. Ma è anche la storia di una proprietaria che nonostante un momento di pura disperazione, non si è arresa, ha vinto lo scetticismo e ha cominciato un percorso di fisioterapia veterinaria con cui non solo il suo cane è tornato a una vita normale, ma che ha anche migliorato il rapporto tra loro.

LA DIAGNOSI: 5 ERNIE DEL DISCO DEL CANE

Piccolo ha 14 anni, vive a Torino ed è un meticcio a cui, durante una semplice passeggiata, le zampe posteriori cedono. La visita neurologica conferma una neuropatia e viene impostata una terapia con corticosteroidi.

Appena sospesa la terapia, però, la situazione precipita: da paraparetico diventa paraplegico. Non riesce più a muovere le zampe posteriori. La risonanza magnetica rivela la causa: 5 ernie discali lungo la colonna vertebrale (delle quali una fortemente compressiva). Poi ha cominciato a ringhiare e ha morso la proprietaria durante i tentativi di aiutarlo.

A questo punto si apre un bivio difficile. L’intervento chirurgico non è una strada sicura, data la sua età (e dato il numero elevato di dischi intervertebrali erniati) e si decide di non operare. Ma Piccolo non cammina più. È spaventato, confuso, incontrollabile. Perde urina e feci, reagisce con rabbia e dolore a ogni tentativo di contatto.

La sua proprietaria è disperata: lo vede soffrire e non sa più come aiutarlo. Il veterinario le dice: “Hai due scelte: o lo addormenti o fai fisioterapia.

>>IL CANE NON CAMMINA PIU’? ECCO CAUSE E TRATTAMENTI<<

ERNIA DEL DISCO DEL CANE: RECUPERO SENZA INTERVENTO

Da Salute e Benessere Animale abbiamo una casistica rilevante per la fisioterapia e la riabilitazione in casi di ernia del disco del cane, anche per recuperi senza intervento, quando si sceglie, quindi, un approccio conservativo (spesso per via dell’età o di altre condizioni cliniche del paziente).

La proprietaria di Piccolo era molto scettica riguardo alla fisioterapia veterinaria e in questi casi è molto comune: il cane non cammina più e sta così male che non si riesce a immaginare che solo 10 sedute potrebbero fare la differenza tra una scelta drastica come la soppressione (o una quotidianità di dolori e senza camminare) e una vita normale e felice.

Una volta vinto lo scetticismo, però, Piccolo comincia il suo protocollo di fisioterapia veterinaria per un recupero senza intervento dall’ernia del disco del cane.

Viste le condizioni gravi del paziente cominciamo a domicilio con 1 seduta quotidiana per 10 giorni per ridurre infiammazione e dolore tramite la laserterapia, e ricominciare un movimento dolce con Ginnastica riflessa, Ginnastica Propriocettiva e Posturale.

Dopo la prima sessione da 10 sedute a casa, i progressi del cane sono incoraggianti. La riabilitazione può continuare in sede. È chiaro che per Piccolo non è finita!

IL NOSTRO SUCCESSO: TOTALE RECUPERO IN UN MESE E MEZZO

Piccolo era un cane per cui si era paventata la soppressione e dopo un mese e mezzo di riabilitazione, non solo cammina di nuovo, ma corre.

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Dopo le prime 10 sedute a domicilio abbiamo proseguito in sede aggiungendo alla sua routine la riabilitazione in acqua in sede, e poi abbiamo inserito anche sessioni all’aperto per affrontare correttamente le scale.

Ha ricominciato a camminare perfettamente dopo 1 mese e dopo altri 15 giorni il suo recupero è stato completato. Piccolo ora gioca e corre come prima. “Adesso cammina, ha ripreso peso e muscoli, sta benone. È tornato a essere sereno” ha scritto la sua proprietaria su Google.

La sua storia è la dimostrazione che in casi di ernia del disco del cane un recupero senza intervento è possibile, spesso anche quando la situazione sembra senza via d’uscita.

Ernia del disco del cane: per un recupero senza intervento contattaci!

Chiama il +39.377.686.46.27 (Anche WhatsApp) o compila il modulo.

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Cane zoppica zampa posteriore e fa laser

Arah

La fisioterapia e la riabilitazione veterinaria per un cane che zoppica con la zampa posteriore sinistra, prima per una lussazione dell’anca e poi per una lussazione della rotula.

Arah è una meticcia di 6 anni che vive a Torino. Dopo un incidente stradale ad Arah viene diagnosticata una lussazione dell’anca nel cane e quindi viene sottoposta ad un’ostectomia della testa del femore, una procedura chirurgica che comporta la rimozione della testa del femore (la parte superiore dell’osso della coscia). Questa procedura viene spesso eseguita per trattare problemi cronici o gravi dell’anca, come la displasia o la necrosi della testa del femore oppure come in questo caso, una lussazione.

LA FISIOTERAPIA PER UN CANE CHE ZOPPICA CON LA ZAMPA POSTERIORE DOPO L’INTERVENTO ALL’ANCA

Da SBA abbiamo una casistica rilevante per l’elaborazione di piani personalizzati di fisioterapia e riabilitazione veterinaria dopo un’ostectomia della testa del femore, poiché ogni cane ha un percorso post-operatorio differente e caratteristiche uniche.

Quando arriva da SBA, dopo l’intervento chirurgico, per la visita fisiatrica, Arah è ancora un cane che zoppica con la zampa posteriore sinistra. Il cane presenta assenza di carico all’arto posteriore sinistro, quindi cammina tripode, tenendo completamente alzata la zampa.

Inoltre nei primi approcci capiamo che Arah è un cane timoroso che dimostra ritrosia ai trattamenti. Per questo le prime sedute cominciano con l’Elettrostimolazione TENS, grazie alla quale è possibile rilassare e predisporre in modo positivo alla fisioterapia anche i cani più difficili. Proseguiamo con Ultrasuonoterapia e Laserterapia per migliorare la mobilità della nuova articolazione di tessuto fibroso denso generata dall’intervento.

>>SCOPRI COME FACCIAMO FISIOTERAPIA ANCHE CON I CANI PIÙ DIFFICILI<<

Fisioterapia per cane che zoppica con zampa posteriore

Tuttavia, dopo 1 mese di fisioterapia, Arah non fa progressi e continua a zoppicare con la zampa posteriore sinistra, quindi decidiamo di effettuare un’accurata visita fisiatrica.

La seconda visita fisiatrica individua una lussazione rotulea del cane: viene riscontrata un’instabilità della rotula. Questo è il motivo principale per cui Arah, sottoposta ad ostectomia del femore per una lussazione dell’anca, è ancora un cane che zoppica con la zampa posteriore sinistra, dopo 1 mese di fisioterapia orientata alla riabilitazione dell’anca.

LA FISIOTERAPIA PER LA LUSSAZIONE DELLA ROTULA

Modifichiamo, quindi, il programma di fisioterapia e riabilitazione veterinaria, diminuendo l’intensità dei trattamenti per l’anca e ci concentriamo maggiormente sul ginocchio per la lussazione della rotula nel cane. Il nostro programma di riabilitazione, per rinforzare il legamento tibio-rotuleo comincia con trattamenti Laser per poi proseguire in acqua sul tapis roulant subacqueo per alleggerire il carico sull’articolazione e incoraggiare Arah a poggiare la zampa a terra.

In poco tempo Arah ricomincia ad appoggiare la zampa e quindi proseguiamo con sessioni di ginnastica attiva con attrezzi per ottenere un carico completo dell’arto e una guarigione definitiva.

IL NOSTRO SUCCESSO

Oggi Arah non è più un cane che zoppica con la zampa posteriore sinistra. La sua andatura e la sua vita sono tornate alla normalità.

Ci abbiamo impiegato complessivamente 4 mesi per un totale di 22 sedute, ma va detto che la riabilitazione di Arah è stata più lunga di quanto succede normalmente dopo l’ostectomia della testa del femore. Il motivo sta nel fatto che è sopraggiunta la lussazione della rotula, probabilmente a causa dell’atrofia muscolare dovuta alla prolungata immobilità dell’arto.

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Inoltre in Arah abbiamo riscontrato anche una componente comportamentale. Già molto prima della 22 esima seduta Arah poggiava la zampa senza esitazione mentre giocava spensierata con gli altri cani, mentre poi in passeggiata ritornava a zoppicare. Un chiaro segno di una problematica comportamentale, più che clinica, provocata dall’abitudine a zoppicare e dalla paura di provare dolore camminando.

Però abbiamo superato ogni difficoltà e oggi Arah cammina e gioca normalmente.

Anche il tuo cane zoppica con una zampa posteriore? Contattaci per fissare una visita fisiatrica!

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Fisioterapista per chihuahua con problemi di salute neurologici

Ronny

Dalla diagnosi di shunt portosistemico alla scoperta di un’ernia discale per un chihuahua con problemi di salute.

Ronny è un chihuahua a pelo lungo di 6 anni che vive a Venaria, in provincia di Torino. Quando Ronny manifesta una para-paresi deambulatoria grave con deficit propriocettivo e atassia, la patologia che si sospetta, inizialmente, è una lussazione della rotula, che è molto comune per questa razza canina. Infatti, quando un chihuahua zoppica, nella maggior parte dei cani si tratta della lussazione della rotula.

Tuttavia questo non è il caso di Ronny. Per i suoi proprietari comincia un lungo percorso fatto di visite ed esami diagnostici per quello che sembra a tutti gli effetti un chihuahua con problemi di salute gravi. Dopo esami ematici, ecografia ed analisi degli acidi biliari, il veterinario diagnostica uno shunt portosistemico ovvero la presenza di un vaso anomalo che consente il passaggio diretto, nel sistema cardiocircolatorio, del sangue portale proveniente da stomaco, intestino, pancreas e milza, che quindi bypassa il fegato. Gli viene prescritta una dieta ipoproteica e l’assunzione di lattulosio. In 3 settimane i sintomi scompaiono e torna temporaneamente tutto alla normalità.

LA DIAGNOSI DI ERNIA DEL DISCO

Dopo qualche mese, però, Ronny manifesta nuovamente una para-paresi ma stavolta non deambulatoria. Ciò significa che il cane non riesce più a camminare. Vengono quindi eseguiti nuovamente gli esami, compresa un’ecografia epatica che esclude lo shunt portosistemico diagnosticato in precedenza, e una risonanza magnetica con la quale si arriva finalmente alla corretta diagnosi. Ronny non è un chihuahua con problemi di salute gravi ma ha semplicemente un’ernia del disco che può essere risolta con un intervento chirurgico e un ciclo di riabilitazione veterinaria.

Ronny viene quindi sottoposto a una emilaminectomia e poi viene da SBA – Salute e Benessere Animale per la fisioterapia e la riabilitazione post-operatoria.

ℹ️
Cos’è l’emilaminectomia del cane?
L’emilaminectomia rappresenta la scelta primaria nel trattamento dei cani affetti da deficit neurologici di grado II o superiore, derivanti dall’estrusione dei dischi intervertebrali toracolombari. L’obiettivo principale di questo intervento è la decompressione midollare, mediante la rimozione del materiale discale che comprime il canale vertebrale. Sebbene il periodo postoperatorio dell’emilaminectomia sia generalmente prolungato, è possibile abbreviarlo a poche settimane con un programma dedicato di fisioterapia e riabilitazione.

LA FISIOTERAPIA E LA RIABILITAZIONE VETERINARIA POST-OPERATORIA

Da Salute e Benessere Animale abbiamo una casistica rilevante per la fisioterapia e la riabilitazione di cani con ernia del disco, sia quando vengono sottoposti a chirurgia sia quando si sceglie un approccio conservativo.

Il programma di recupero di Ronny era composto da 10 sedute con Laser LLLT ed Elettrostimolazione TENS e cui abbiamo ben presto affiancato ginnastica con attrezzi e riabilitazione in acqua nel tapis roulant subacqueo per cani.

Chihuahua con problemi di salute neurologici nel tapis roulant in acqua per cani per la riabilitazione veterinaria

Ronny ha cominciato a camminare e saltellare di nuovo molto prima della fine del suo primo ciclo di riabilitazione!

IL NOSTRO SUCCESSO

In meno di 10 sedute Ronny è tornato il cane vitale che era prima di accusare la prima para-paresi dovuta all’ernia del disco.

Anche la paura dei proprietari, che inizialmente hanno pensato di avere un chihuahua con problemi di salute molto gravi e hanno affrontato mesi di visite, esami diagnostici e terapie, è solo un ricordo.

Hai un chihuahua con problemi di salute ortopedici o neurologici? Contattaci per una visita fisiatrica.

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Laser per lussazione della spalla nel cane

Mirtilla

La fisioterapia veterinaria per l’approccio conservativo in un caso di lussazione della spalla nel cane congenita e bilaterale

Mirtilla è una barboncina di 10,5 anni che vive a Borgaro Torinese in provincia di Torino. Sin da quando aveva solo 6 mesi di vita Mirtilla soffre di una patologia neurologica cronica dovuta a una caduta. In generale, però, la sua attività motoria è sempre stata nella norma, finché non ha avuto uno shock settico provocato dalle radici dei canini che hanno raggiunto l’orbita inferiore.

In una notte la povera Mirtilla ha perso il 70% del suo peso a causa dello shock! Ciò l’ha indebolita al punto di non riuscire a camminare e per questo è stata sottoposta a scrupolose visite veterinarie che hanno evidenziato una lussazione della spalla del cane (bilaterale congenita).

LA DIAGNOSI DEL VETERINARIO: LUSSAZIONE DELLA SPALLA NEL CANE

A Mirtilla viene diagnosticata una lussazione dell’articolazione scapolo-omerale bilaterale che è stata subito trattata chirurgicamente con una ricostruzione della cuffia dei rotatori.

LA RIABILITAZIONE POST CHIRURGICA

Dopo l’intervento per correggere la lussazione della spalla nel cane bilaterale congenita, noi di SBA siamo intervenuti con un programma riabilitativo che ha abbinato Laser LLLT, esercizi in vasca e ginnastica con attrezzi.

Riabilitazione per lussazione della spalla nel cane

Il recupero di Mirtilla è stato veloce. In breve tempo la barboncina ha riacquistato un’ottima postura in stazione grazie un miglioramento drastico dell’appiombo degli arti anteriori che prima risultavano abdotti a livello del gomito.

UNA COMPLICANZA E L’APPROCCIO CONSERVATIVO

Durante la fase di potenziamento muscolare, però, l’appiombo degli arti anteriori di Mirtilla peggiora. Alla visita ortopedica, risulta che il fragile osso costituente l’acromion della scapola (lievemente osteoporotico) non ha retto l’impianto per la ricostruzione del legamento artificiale.

L’ortopedico opta per l’applicazione di una piccola placca nella quale inserire il legamento artificiale e decide di iniziare ad operare la spalla destra. Durante la chirurgia si rende conto che il fragile osso della scapola non tiene l’impianto della placca e decide di terminare l’intervento lasciando la placca in sede.

La cagnolina non riesce comunque a camminare per cui l’unica soluzione possibile per risolvere la lussazione della spalla nel cane bilaterale congenita, è un approccio fisioterapico e riabilitativo.

Abbiamo dovuto tenere in considerazione, infatti, la presenza della placchetta di metallo nella spalla
destra di Mirtilla e anche la sua epilessia. Per questo il percorso riabilitativo della barboncina ha previsto solo Laser LLLT ed esercizi nel tapis roulant in acqua per cani ed esercizi con attrezzi.

IL NOSTRO SUCCESSO

Da Salute e Benessere Animale abbiamo una casistica rilevante nell’approccio conservativo alla lussazione della spalla nel cane e anche delle variazioni terapeutiche dedicate al cane epilettico.
Mirtilla ha beneficiato di questa esperienza maturata per migliorare drasticamente le sue condizioni cliniche nonostante non sia stato possibile sottoporla ad un terzo intervento chirurgico.

Anche se alcuni problemi di salute hanno rallentato di qualche settimana il suo percorso, oggi Mirtilla cammina molto meglio e continua il suo percorso di rinforzo muscolare. Per una completa guarigione, inoltre, Mirtilla è seguita con un approccio integrato che abbina la riabilitazione presso il nostro centro SBA all’agopuntura e la mesoterapia presso lo studio della dott.ssa Tecla Siviero.

Se anche tu hai un cane anziano che non può essere sottoposto a intervento chirurgico, contattaci!

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Brenno

Come la fisioterapia veterinaria può trattare efficacemente la Sindrome della Cauda Equina nel cane.

Brenno è un Golden Retriever di 11 anni che vive a Venaria Reale in provincia di Torino. Dalla sua diagnosi differenziale emerge un principio di Sindrome della Cauda Equina, conseguente alla stenosi lombosacrale. Inoltre Brenno soffre di un artrosi del cane generalizzata.

Che cos’è la Sindrome della Causa Equina?

La sindrome della Cauda Equina nel cane è una patologia veterinaria determinata dalla compressione sulle strutture nervose presenti tra l’ultima vertebra lombare ed il sacro (L7-S1), ovvero la cosiddetta cauda equina. In sintesi vengono schiacciate le radici nervose che fuoriescono dall’ultima porzione del midollo spinale. I sintomi più comuni sono la riluttanza a correre, saltare, sedersi e scodinzolare, fino ad una debolezza agli arti posteriori che può arrivare alla zoppia e anche alla paresi.

DIAGNOSI DELLA SINDROME DELLA CAUDA EQUINA NEL CANE

Dopo una sterlizzazione in tarda età a causa di una neoplasia benigna ad un testicolo, Brenno non ha mai manifestano particolari problematiche o patologie, oltre una lieve aritmia cardiaca. Per 9 anni, inoltre, il cane si è sempre divertito in piscina nei mesi estivi. Quando arriva da SBA, però, Brenno manifesta una evidente rigidità del rachide a livello toracico, lombare, sacrale.

Viene sottoposto presso il nostro centro ad una visita fisiatrica durante la quale si evidenzia un principio di Sindrome della Cauda Equina nel cane, che è la conseguenza di una stenosi lombosacrale. Dall’ispezione visiva e dalla palpazione notiamo un’algia dei nervi a livello L7-S1 della colonna, una marcata atrofia dei muscoli glutei e dei muscoli cosce.

Programmiamo quindi, un piano di fisioterapia e riabilitazione veterinaria per restituire a Brenno una maggiore flessibilità della colonna vertebrale e un incremento del tono muscolare, perché possa muoversi e sentirsi meglio, nonostante la sua età avanzata.

LA FISIOTERAPIA VETERINARIA PER LA SINDROME DELLA CAUDA EQUINA

Da SBA abbiamo una casistica rilevante per l’artrosi del cane, la stenosi lombosacrale e la Sindrome della Cauda Equina. Pianifichiamo, quindi, un programma di 10 sedute grazie al quale Brenno potrà riacquisire flessibilità della colonna vertebrale e facilità nei movimenti che ora gli risultano più dolorosi e faticosi.

Il nostro programma prevede prima di tutto Elettrostimolazione Tens, Ultrasuonoterapia e Laser LLLT per sbloccare la sua colonna vertebrale nella zona lombare. Lo abbiamo trattato anche in modo generalizzato sulle articolazioni per dargli sollievo, vista la sua artrosi. Poi abbiamo fatto anche ginnastica con attrezzi e in acqua.

 

IL NOSTRO SUCCESSO

Sono bastate 10 sedute di fisioterapia e riabilitazione veterinaria per restituire flessibilità alla colonna vertebrale di Brenno. La Sindrome della Cauda Equina è stata affrontata con tempestività ed efficacia in modo da evitare un peggioramento che avrebbe potuto portare alla zoppia.

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Oggi Brenno si muove con più facilità. Grazie ad un programma di esercizi da fare a casa e all’impegno della sua proprietaria siamo fiduciosi che mantenga i risultati ottenuti.

 

Il tuo cane ha ricevuto una diagnosi di Sindrome della Cauda Equina oppure fa fatica a camminare e sedersi? Contattaci!

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Ambra

Come la fisioterapia per cani post chirurgica può essere determinante per una guarigione due volte più veloce

Ambra è un’Australian Shepherd di 4 anni che vive a Torino e nell’ultimo anno e mezzo ha avuto bisogno di un piano di fisioterapia per cani tre volte. La prima dopo l’intervento per la rottura del legamento crociato sinistro la seconda volta dopo la diagnosi di contrattura dell’ileopsoas nel cane. E la terza volta perché Ambra si è rotta il legamento crociato dell’arto destro. Ogni volta ci ha trovato pronti a risolvere le problematiche ortopediche che le provocavano zoppia.

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>> SCOPRI COSA ERA SUCCESSO PRIMA AD AMBRA<<

Nel nostro ultimo programma fisioterapico per Ambra, abbiamo velocizzato notevolmente la sua guarigione dopo l’intervento di TPLO.

La fisioterapia per cani post chirurgica

Dopo il primo intervento di TPLO nel cane, Ambra è venuta da SBA mesi dopo manifestando ancora una marcata zoppia e dolore al ginocchio. Ci sono voluti due mesi per recuperare completamente con un programma di riabilitazione personalizzato.

Questa volta, dopo l’intervento sull’arto destro, siamo riusciti ad intervenire immediatamente con una fisioterapia per cani mirata alla veloce guarigione dopo la chirurgia. In particolare, ciò che necessitava un intervento tempestivo era l’edema post chirurgico, con trattamenti finalizzati al drenaggio del liquido.

Su Ambra abbiamo confermato l’efficacia di un protocollo post chirurgico che combina questi trattamenti:

  • Massaggi lifodrenanti
  • Crioterapia
  • Laser post chirurgico

Con questo protocollo di fisioterapia per cani, infatti, riusciamo a promuovere una veloce guarigione del sito chirurgico, riducendo l’infiammazione, drenando il liquido in eccesso, ricompattando i tessuti e sciogliendo eventuali contratture.

Guarigione post intervento 2 volte più veloce

Da SBA abbiamo una casistica rilevante per il trattamento post chirurgico del cane, per favorire il giusto decorso della ferita chirurgica e in particolare per il veloce riassorbimento dell’edema.

Quello di Ambra è un caso tipo dopo la TPLO: 5 sedute quotidiane, subito dopo l’intervento, sono state sufficienti per riassorbire l’edema e consentire ad Ambra di caricare nuovamente sull’arto interessato senza esitazioni e dolore.

Senza la fisioterapia per cani post chirurgica, l’edema avrebbe avuto una prognosi di circa 20 giorni, prima dei quali Ambra non avrebbe camminato in modo corretto, accusando fastidio e dolore.

Abbreviando la guarigione della ferita chirurgica, inoltre, la fisioterapia favorisce e velocizza anche il recupero della patologia sottostante scongiurando peggioramenti e zoppie che poi necessiterebbero percorsi riabilitativi più lunghi.

Per un programma di fisioterapia per cani post chirurgica chiamaci al 377.6864627 o compila il modulo.

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fisioterapia-del-gatto-torino

Gatto

Gatto è stato investito riportando una frattura multipla del bacino e la lussazione della testa del femore. Con un programma di riabilitazione del gatto post intervento è tornato a camminare in meno di 3 mesi.

Un gatto investito da un’auto è un evento che può capitare quando gli animali sono lasciati liberi di uscire di casa da soli, proprio come accade a noi umani . Ed è proprio quello che è successo a Gatto, un micio europeo color malto che vive a Torino.

Durante una vacanza in Sardegna, infatti, Gatto non è tornato a casa per 3 giorni. Il proprietario ha poi scoperto che il suo micio era stato investito riportando una frattura multipla del bacino e la lussazione della testa del femore dell’arto sinistro. Le prime cure le ha ricevute a Sassari ed è qui che è stato operato. Una volta tornato a Torino abbiamo pensato noi ad elaborare e realizzare un programma di fisioterapia e riabilitazione del gatto per rimetterlo in sesto.

LA DIAGNOSI E L’INTERVENTO

Le radiografie evidenziavano una frattura del bacino in 3 punti (frattura ileo-sacrale, frattura del pube e frattura coxofemorale) e assenza di dolore profondo bilateralmente. Dopo una terapia analgesica viene sottoposto ad un intervento chirurgico con l’applicazione di placca di sintesi e viti. Viene anche eseguita un’ostectomia della testa del femore con cerchiaggio del piccolo trocantere.

Dopo l’intervento Gatto non riportava incontinenza, tuttavia non riusciva a camminare né a stare su 4 zampe, ma solo ad accennare la postura da seduto. Per un recupero completo era necessario un percorso di fisioterapia e riabilitazione del gatto personalizzato sulle sue problematiche specifiche.

LA VISITA FISIATRICA E LA VALUTAZIONE FISIOTERAPICA

Quando è arrivato da SBA, Gatto non riusciva a camminare perché trascinava le zampe posteriori. Abbiamo evidenziato anche problematiche neurologiche al bacino e una lussazione sacro iliaca sul lato destro.

Abbiamo elaborato, quindi, un piano di fisioterapia e riabilitazione del gatto con l’obiettivo di farlo tornare a camminare in pochi mesi.

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LA FISIOTERAPIA E LA RIABILITAZIONE DEL GATTO

Per Gatto abbiamo realizzato un piano fisioterapico personalizzato dopo la frattura del bacino e la lussazione della testa del femore abbinando fisioterapia veterinaria e riabilitazione motoria.

  1. L’abbiamo sottoposto ad una particolare tipologia di Laserterapia veterinaria mirata alla sublussazione sacro iliaca.
  2. Poi abbiamo utilizzato l’elettrostimolazione TENS per il suo effetto antidolorifico (ovviamente evitando la zona sottoposta all’intervento chirurgico dove era presente del metallo).
  3. Poi abbiamo portato a termine un programma di riabilitazione del gatto e ultrasuonoterapia per consentire al micio di tornare a mettersi su 4 zampe e a camminare normalmente.

Lo sapevi che..

I gatti sono animali con i quali l’approccio alla fisioterapia è più complesso. Ma con tecniche che aumentano relax e fiducia anche loro possono avere accesso alle terapie strumentali e manuali.

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IL NOSTRO SUCCESSO

Da Salute e Benessere Animale, abbiamo una casistica rilevante per la riabilitazione del gatto nei casi di frattura del bacino e delle sue conseguenze.

Non era la prima volta che affrontavamo una frattura del bacino del gatto. Nel caso di Gatto il recupero è avvenuto in meno di 3 mesi. Merito di un piano riabilitativo personalizzato e continuamente adeguato all’evoluzione motoria del paziente. E anche della collaborazione attiva del proprietario che si è impegnato molto nel percorso di riabilitazione seguendo i nostri consigli per passeggiate controllate con l’uso della pettorina.

Oggi Gatto cammina di nuovo ma non solo!

IL GATTO RIESCE A SALTARE DOPO LA FRATTURA DEL BACINO

Non è detto che un gatto possa tornare a saltare, dopo la frattura del bacino, anche se correttamente sottoposto ad intervento e dopo un percorso riabilitativo efficace. Generalmente l’obiettivo della riabilitazione del gatto, in questi casi, è semplicemente ritornare a camminare normalmente. Una volta raggiunto questo risultato, i proprietari sono soddisfatti e interrompono la fisioterapia.

Grazie all’impegno del proprietario di Gatto, invece, che ha voluto proseguire il percorso riabilitativo, questo micio è riuscito a tornare addirittura a saltare! Gatto oggi arriva a fare balzi fino ad 1 metro e 20, sufficienti per saltare su tavoli, sgabelli e tiragraffi.

Per un programma di fisioterapia e riabilitazione del gatto chiamaci al 377.6864627 o compila il modulo.

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Kira

Un percorso fisioterapico efficace per la displasia del Pastore Tedesco che ha evitato temporaneamente l’intervento chirurgico

Kira è un Pastore Tedesco di 10 mesi a cui è stata diagnosticata una displasia dell’anca. Vista la tenera età di Kira, però, il veterinario ha consigliato ai proprietari di rivolgersi ad un centro di fisioterapia per cani per l’elaborazione di un piano riabilitativo dedicato alla displasia dell’anca del cane cucciolo con l’obiettivo di provare ad evitare l’intervento chirurgico.

L’approccio conservativo per la displasia per cuccioli fino a 18 mesi

Nel caso di animali non più grandi di un anno e mezzo con una displasia dell’anca del cane non grave, dal grado A al grado C1, è possibile intervenire con un approccio conservativo che non implica alcun intervento chirurgico invasivo. Con un efficace programma di fisioterapia e riabilitazione veterinaria, infatti, è possibile stabilizzare e mantenere il più possibile in salute l’articolazione dell’anca quando è possibile.

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La fisioterapia per la displasia del Pastore Tedesco

Il Pastore Tedesco è una delle razze più predisposte alla displasia dell’anca. Quindi è molto importante sottoporre il cane ad accurate visite ortopediche in modo da diagnosticare la patologia entro i 18 mesi, proprio come è successo a Kira.

Grazie alla diagnosi precoce, arrivata entro i 10 mesi di vita, abbiamo potuto trattare la displasia del Pastore Tedesco elaborando un programma fisioterapico atto ad evitare la chirurgia e allo stesso tempo mantenere quanto più possibile in salute l’articolazione dell’anca di Kira.

Il suo piano terapeutico è stato mirato in una prima fase alla riduzione dell’infiammazione con il Laser LLLT, abbinato ad un programma di esercizi di ginnastica per aumentare il trofismo dei glutei (che stabilizzano l’articolazione dell’anca).

In un secondo momento, superato il dolore dovuto all’infiammazione, abbiamo inserito anche la ginnastica nel tapis roulant in acqua per cani inclinato gradualmente per allenare in modo specifico i muscoli glutei.

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La fisioterapia per la contrattura del muscolo gracile e semimembranoso

La displasia del Pastore Tedesco non è l’unica patologia di razza da cui è affetta Kira. Dalla valutazione fisioterapica emerge anche la contrattura del muscolo gracile e semimembranoso, che colpisce gli arti posteriori del cane di grossa taglia a partire dagli 8 mesi di età.

Questa condizione, se non trattata, può degenerare in una miopatia del muscolo gracile e semimembranoso. Ciò che succede, generalmente, è che i tendini colpiti dalla malattia, responsabili della flessione del ginocchio, subiscono un processo di degenerazione fibrotica, per cui il tessuto muscolare viene sostituito con del tessuto connettivo, simile a quello cicatriziale. Si tratta di una patologia per cui non c’è una terapia efficace, se cronicizza.

Con Kira, però, abbiamo agito immediatamente sulla contrattura del gracile e del semitendinoso con un protocollo fisioterapico che abbina ultrasuonoterapia e laser decontratturante, contestualmente al percorso fisioterapico eseguito per la displasia del Pastore Tedesco.

Il nostro successo

Il difetto di andatura mostrato da Kira dovuto alla contrattura del muscolo gracile e del semitendinoso si è corretto velocemente.

Per quanto riguarda la displasia nel Pastore Tedesco, Kira, per ora, ha effettivamente evitato l’intervento chirurgico, sta bene e fa una vita normale. Il cane viene tenuto sotto stretta osservazione perché in caso di peggioramento l’ipotesi della chirurgia potrebbe essere presa di nuovo in considerazione. Siamo quindi in continuo contatto con il proprietario per sottoporla periodicamente ad una visita fisiatrica per intervenire tempestivamente con la fisioterapia o rivalutare l’approccio chirurgico.

Abbiamo inoltre formato i proprietari per l’esecuzione di esercizi da fare a casa in modo da garantire la salute articolare del cane negli anni a venire.

Un controllo ogni 3 mesi

Anche se Kira ora sta bene è comunque affetta dalla tipica displasia del Pastore Tedesco. Le articolazioni della sua anca, quindi, tendono all’artrosi e possono facilmente infiammarsi nel periodi di instabilità climatica, quando siamo sottoposti a frequenti sbalzi di pressione.

Ecco perché Kira continua a venire da SBA ogni 3 mesi, nel giorni di cambio di stagione. Con una visita fisiatrica verifichiamo se c’è un’infiammazione delle articolazioni ed eventualmente agiamo subito con dei trattamenti antinfiammatori fisioterapici.

L’obiettivo è mantenere alta la qualità di vita di Kira e fare in modo che per lei il dolore sia solo un ricordo sempre più lontano.

Hai un cucciolo con diagnosi di displasia dell’anca? Chiamaci al 377.6864627 o compila il modulo.

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Ambra

La fisioterapia risolutiva per la diagnosi di contrattura dell’ileopsoas nel cane. Ma la storia terapeutica di Ambra comincia ancora prima!

Ambra è una bellissima Australian Shepherd di 4 anni che vive a Torino e nell’ultimo anno ha avuto bisogno di un piano di fisioterapia veterinaria due volte. La prima dopo l’intervento per la rottura del legamento crociato nel cane e la seconda volta dopo la diagnosi di contrattura dell’ileopsoas. Ogni volta ci ha trovato pronti a risolvere le problematiche ortopediche che le provocavano zoppia.

La fisioterapia dopo la TPLO

A mesi di distanza dall’intervento di TPLO nel cane, per la risoluzione della rottura del legamento crociato dell’arto posteriore sinistro, Ambra manifestava ancora una marcata zoppia e dolore al ginocchio.

Abbiamo quindi cominciato un programma personalizzato di fisioterapia e riabilitazione che ha abbinato laserterapia LLLT, manipolazioni, esercizi anche in vasca e ultrasuonoterapia evitando accuratamente la zona della placca metallica inserita chirurgicamente.

contrattura-dell-ileopsoas-nel-cane-fisioterapia

Quando Ambra viene sottoposta al secondo intervento, nel quale il veterinario estrae la placca metallica, abbiamo rimodulato la terapia. Prima di tutto abbiamo inserito un protocollo per una corretta e veloce cicatrizzazione, poiché la ferita chirurgica non sembrava avere un ottimo decorso: risultava molto calda, arrossata e infiammata, e presentava del siero. In secondo luogo abbiamo ripreso la fisioterapie e la riabilitazione comprensiva di ultrasuoni su tutta la zona interessata dall’intervento, vista l’assenza della placca metallica.

Dopo 6 terapie multimodali con laser e ultrasuoni, manipolazioni articolari e stretching e 10 sedute nel tapis roulant in acqua per cani per il potenziamento muscolare Ambra è di nuovo in grado di camminare, giocare e correre come prima.

Completiamo il percorso terapeutico con un piano di esercizi terapeutici da fare a casa che i proprietari hanno fatto eseguire ad Ambra con costanza e precisione.

 

La fisioterapia dopo la contrattura dell’ileopsoas

Purtroppo, come un fulmine a ciel sereno, a circa 1 mese di distanza dalla fine del percorso terapeutico precedente, Ambra ricomincia a zoppicare. I proprietari temevano si trattasse nuovamente di un problema a carico del ginocchio posteriore sinistro sottoposto a TPLO, invece la diagnosi è del tutto diversa. Il veterinario, infatti, individua una contrattura dell’ileopsoas nel cane.

Si tratta di un muscolo molto profondo (nei cani ancor di più che negli esseri umani) perché è interno al bacino. La sua posizione e il fatto che risulti ben coperto dalla muscolatura della schiena, fa sì che il muscolo ileopsoas nel cane sia molto difficile da raggiungere con le terapie strumentali.

Siamo contenti che la zoppia di Ambra non riguardi nuovamente il ginocchio, tornato in ottima salute dopo la fisioterapia. Ci concentriamo, quindi, sulla contrattura dell’ileopsoas, realizzando un programma per provare a rimetterla in piedi velocemente, perché i suoi proprietari avevano già fissato la data delle vacanze da trascorrere con lei.

La terapia ha abbinato laser, ultrasuoni e stretching con degli esercizi leggeri in vasca.

Ambra

Sono bastate 8 sedute in 1 mese per sciogliere la contrattura dell’ileopsoas nel cane e consentirle di partire per un’estate di divertimento con la sua famiglia.

 

Dopo una diagnosi di contrattura dell’ileopsoas nel cane chiamaci al 377.6864627 o compila il modulo.

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